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Parkinson: perché il movimento è parte della cura

I farmaci sono fondamentali, ma da soli non bastano. L'esercizio, fatto con regolarità e con le giuste strategie, aiuta a camminare meglio, a cadere meno e a vivere meglio la giornata.

La malattia di Parkinson rende i movimenti più lenti e piccoli, il passo più corto, l'equilibrio meno sicuro. Sono cambiamenti che arrivano piano e che si tende ad accettare come inevitabili. Non è così: il movimento si può allenare, a ogni fase della malattia.

Cosa dice la ricerca

Una revisione Cochrane su oltre 150 studi ha confrontato i diversi tipi di esercizio nelle persone con Parkinson lieve o moderato: quasi tutti migliorano i sintomi motori e la qualità di vita, dalla ginnastica in acqua alla danza, dal rinforzo muscolare al tai chi, fino alla fisioterapia. Più che il tipo di esercizio, conta farlo1.

La linea guida dei fisioterapisti americani raccomanda in particolare esercizio aerobico, rinforzo muscolare, allenamento dell'equilibrio e del cammino, esercizi legati alle attività di tutti i giorni e l'uso di "segnali esterni", come un ritmo da seguire, per sbloccare il passo2.

La riabilitazione intensiva e multidisciplinare

Alla riabilitazione intensiva nel Parkinson ho dedicato la mia tesi di laurea, sul progetto MIRT (Multidisciplinary Intensive Rehabilitation Treatment): cicli di quattro settimane in cui fisioterapia, terapia occupazionale, logopedia ed esercizi per equilibrio e cammino lavorano insieme, ogni giorno. In uno studio randomizzato questo approccio ha migliorato la qualità di vita, e il miglioramento si manteneva a distanza di mesi3. Il messaggio che porto nel mio lavoro è semplice: la regolarità e l'intensità fanno la differenza.

Cosa puoi fare ogni giorno

  • Muoviti tutti i giorni, meglio se nelle ore in cui i farmaci funzionano bene.
  • Fai movimenti ampi: passi lunghi, braccia che oscillano, gesti decisi.
  • Se il passo si "blocca", prova a contare, a seguire un ritmo o a immaginare una linea da scavalcare.
  • Allena l'equilibrio in sicurezza, vicino a un appoggio stabile.
  • Rendi la casa sicura: niente tappeti, luci accese di notte, maniglie dove servono.

Quando iniziare la fisioterapia

Il prima possibile, già dopo la diagnosi: le evidenze più solide riguardano proprio le fasi iniziali e intermedie2. Una valutazione mi permette di capire cosa ti limita oggi e di costruire un programma su misura, in studio o a casa tua, con un PDF di esercizi da fare tra una seduta e l'altra.

Parlane presto con il neurologo se
  • Cadi, o rischi di cadere, più spesso del solito
  • I blocchi del passo diventano frequenti
  • Noti cambiamenti improvvisi dei sintomi o dell'effetto dei farmaci
In breve
  • L'esercizio regolare migliora i sintomi motori e la qualità di vita.
  • Movimenti ampi, ritmo, equilibrio e forza sono le parole chiave.
  • Prima si inizia, meglio è.
Fonti
  1. Ernst M et al., Cochrane, 2023 (aggiornata 2024) · Esercizio fisico nel Parkinson, revisione con meta-analisi a reteOltre 150 studi e quasi 8.000 persone: quasi tutti i tipi di esercizio migliorano sintomi motori e qualità di vita nel Parkinson lieve-moderato, con poche differenze tra un tipo e l'altro.
  2. Osborne JA et al., Physical Therapy, 2022 · Linea guida APTA sulla fisioterapia nel ParkinsonRaccomanda esercizio aerobico, rinforzo, equilibrio, allenamento del cammino, esercizi specifici per le attività quotidiane e segnali esterni (ritmo, suoni). Accesso libero.
  3. Ferrazzoli D et al., Journal of Neurology, Neurosurgery & Psychiatry, 2018 · Riabilitazione intensiva multidisciplinare (MIRT)Studio randomizzato su 234 persone: un ciclo di 4 settimane di MIRT migliora la qualità di vita rispetto a nessuna riabilitazione, con effetto ancora presente dopo alcuni mesi.

Questo articolo ha uno scopo informativo e non sostituisce la visita del medico o la valutazione del fisioterapista.

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